Mozione approvata dal CdF aperto di Farmacia del 15 OTTOBRE 2008
Il Consiglio della Facoltà di Farmacia nella seduta del 15 ottobre 2008 dopo una lunga e motivata discussione alla quale hanno partecipato nella seduta allargata la componente studentesca ed il personale tecnico amministrativo ha deliberato presenti solo gli appartenenti al Consiglio di Facoltà il seguente documento:
Vista la delibera del Consiglio di facoltà di Farmacia del 18.07.2008
Vista il documento approvato dal Senato della Università di Pisa nella seduta del 7.10.2008.
Vista la posizione espressa dai Senati Accademici delle Università Toscane riunitisi per via straordinaria in seduta congiunta il 14.7.2008
Viste le prese di posizione di alcune Facoltà e Dipartimenti dell’Ateneo pisano e toscani;
Visto il documento dell’Assemblea tenutasi a Pisa il 8.10.2008
Vista la protesta studentesca, la profonda preoccupazione dei giovani laureati e di tutti coloro che svolgono attività di ricerca nell’Università senza una reale prospettiva futura,
Il Consiglio della Facoltà di Farmacia, pur nella piena consapevolezza della grave situazione economica del Paese, e delle criticità, anche di ordine finanziario, esprime una valutazione estremamente negativa relativamente ai contenuti che si riferiscono all’Università della legge 6 agosto 2008 n. 133.
Nello specifico, il Consiglio di Facoltà di Farmacia ribadisce che gli interventi previsti per l’Università costituiscono una profonda alterazione dei caratteri e dei connotati del sistema, nonché delle capacità operative delle Università.
La riduzione del Fondo di Finanziamento Ordinario e più complessivamente delle risorse disponibili, realisticamente non compensabili con nuove e diverse entrate, che si aggiungono ad un pregresso conclamato sottofinanziamento, provocherà un rapido ed inevitabile deterioramento della didattica, della ricerca e dei servizi.
La limitazione improvvisa del turn-over, pesante e senza una preventiva valutazione, contraddice l’esigenza di un ricambio generazionale della docenza e colpisce ancor più il personale tecnico-amministrativo, comportando il peggioramento indiscriminato degli Atenei pubblici.
Il Consiglio della Facoltà di Farmacia non può non rilevare che tale provvedimento si caratterizza per una totale assenza di valutazione e motivazione.
Il Consiglio di Facoltà non può inoltre non rilevare che l’incapacità di operare scelte razionali e motivate, basate su indicatori oggettivi d’efficacia e qualità dell’Università, è ormai una costante che sembra aver caratterizzato i diversi governi.
Viene inoltre sottolineato come l’opinione pubblica non sia sensibile alle tematiche dell’Università a causa di una campagna mediatica che ha evidenziato i casi di inefficienza e corruzione, comunque presenti nell’Università, senza considerare l’altra parte maggioritaria del mondo accademico che si impegna affinché gli Atenei continuino a mantenere standard elevati.
Il Consiglio di Facoltà esprime pertanto la sua profonda perplessità verso una classe politica che complessivamente non ha saputo negli ultimi anni, comprendere le potenzialità reali della formazione avanzata per lo sviluppo sociale ed economico del paese.
Il Consiglio di Facoltà afferma che solo una discussione approfondita e condivisa a livello nazionale delle misure, che si ritengano necessarie ed opportune per un miglioramento e avanzamento dell’Università pubblica, sia l’unico strumento che permetta, nel rispetto dell’autonomia, una riforma efficace e produttiva.
Afferma altresì che non è attraverso la “strada delle Fondazioni” che tale risultato possa essere raggiunto ma anzi si perderebbe la vocazione pubblica e si provocherebbe al tempo stesso un aumento delle pesanti disparità dovute alle diverse realtà socio-economiche del Paese nonché si peggiorerebbero le condizioni di accesso al diritto allo studio.
Il Consiglio della Facoltà di Farmacia chiede pertanto :
− che gli organi istituzionali dell’Ateneo prendano una decisa posizione contro i provvedimenti del Governo, eventualmente anche attraverso la pubblica manifestazione della disponibilità di remissione del proprio mandato (Rettore, Presidi di Facoltà e componenti del Senato Accademico);
− la predisposizione di metodi di pubblicizzazione di questa protesta attraverso il sito della Facoltà, dei Dipartimenti e di tutti i docenti;
− che il Governo divenga consapevole che l’Università è settore strategico per il rilancio del paese e per tanto riveda i propri orientamenti politici;
− che, tutti i parlamentari indipendentemente dalla appartenenza politica nella discussione della prossima Legge finanziaria, prendendo coscienza degli obiettivi che sarebbe opportuno raggiungere di utilizzo del PIL destinato all’alta formazione e alla ricerca al pari degli altri paesi della comunità europea provvedano a sospendere e correggere le norme previste dalla Legge 133/2008.
Il Consiglio di Facoltà dichiara inoltre la propria disponibilità a partecipare a manifestazioni condivise dall’intero Ateneo e del mondo universitario allo scopo di recuperare il consenso dell’opinione pubblica e produrre un ripensamento generale del governo.
Ritiene che sia indispensabile per questo che la CRUI si adoperi perché si inizi una trattativa con il governo per una riforma dell’Università che parta da una valutazione analitica dello stato delle Università proponga misure che studiando nuovi meccanismi di reclutamento del personale docente e modifiche dello status giuridico del personale universitario arrivi ad una razionalizzazione delle risorse disponibili ed ad un potenziamento degli investimenti sulla ricerca.
Il Consiglio di Facoltà, approva all’unanimità questa mozione.

