[Pi] Comunicati sul presidio del 25 novembre

Una raccolta di comunicati stampa e resoconti del presidio davanti al CdA a Pisa il 25 novembre.

Comunicato di Universita’ 2.0 del 25/11

Alla fine le carte sono state scoperte, il rettore e il suo consiglio di amministrazione, suo in quanto sua emanazione, suo perché ha l’unico compito di approvare qualsiasi delibera che gli viene sottoposta, hanno approvato il bilancio previsionale del 2009.

Un bilancio approvato all’interno di un palazzo militarizzato, perché l’unica sicurezza che i nostri governanti vogliono, è quella di poter prendere in modo autonomo e non condiviso ogni loro scelta. Il bilancio approvato oggi si adegua senza compromessi alla legge 133, come esplicitato nella relazione tecnica, e conclude un percorso di immobilismo da parte delle istituzioni accademiche, che a parte qualche tentativo di cavalcare strumentalmente la protesta dell’onda, non si sono opposte minimamente al governo.

Come se non bastasse le istituzioni accademiche si sono rifiutate di fare autocritica: scelta politicamente necessaria, considerato che la legge 133 è soltanto l’ultima tappa di un processo che dura ormai da oltre un decennio e sempre condiviso dalle nostre istituzioni. Ma l’autocritica è mancata soprattutto sulla malgestione reiterata del nostro ateneo, la cui crisi finanziaria su cui fa leva tremonti per i suoi scopi è in realtà frutto di speculazioni edilizie, interessi baronali e di casta, promozioni selvagge da associato a ordinario, aziendalizzazione delle strutture, tagli ai servizi e alla didattica e precarizzazione di tutte le figure lavorative, a cui pero è lasciato l’onere di portare avanti la baracca. Nella sua relazione il rettore ha citato spesso in modo negativo la gestione universitaria precedente.

Ma alla luce degli studi del nostro tavolo di bilancio, sappiamo che questo è un becero tentativo di scarica barile in quanto leggiamo una perfetta continuità di scelte fra le varie amministrazioni susseguitesi Tutte queste scelte sono state prese da una governance gerarchica e verticista, e in occasione del consiglio di amministrazione di oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma. Già dall’ultimo senato accademico, si era chiesto e ottenuto formalmente, l’organizzazione di un evento pubblico in cui discutere tutti, rettore, studenti, docenti, ricercatori, amministrativi e precari, le scelte del bilancio prima della sua approvazione.

Questo evento è rimansto una promessa, e solo noi studenti abbiamo organizzato un assemblea d’ateneo in merito, in cui le istituzioni si sono ben guardate dall’esprimere la loro posizione. Inoltre per ottenere la sospensione della didattica siamo stati costretti ad occupare il rettorato per ore, nonostante la sospensione della didattica per un assemblea d’ateneo sia un diritto degli studenti. Il cda di stamattina era presidiato all’interno dagli uomini della digos e all’esterno dal reparto celere, per incutere timore al presidio degli studenti, e blindare la discussione del bilancio che, come volevasi dimostrare, è stato poi approvato.

Ma la volontà di incutere timore si è trasformata in repressione: prima quando è stato impedito con forza e violenza ad un membro del consiglio di amministrazione appartenente a università 2.0 di uscire dal rettorato per abbandonare la sede di una discussione fittizia; Poi quando un gruppo di cinque studenti entrati da una porta secondaria del rettorato, con la volontà di entrare nella sala del cda per invalidarne la seduta, sono stati respinti da diversi membri della digos riportando anche contusioni. Qualcuno ci accusa di violenza, ma siamo convinti che l’unica violenza vista oggi è quella di chi ha scelto, evitando qualsiasi confronto pubblico, di approvare un bilancio fallimentare, barricato dietro ad uno schieramento di forze dell’ordine.

Una situazione mai vista negli ultimi anni.

Comunicato Rete Nazionale dei Ricercatori Precari, nodo di Pisa

Il nodo di Pisa della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari esprime la propria condanna per i vergognosi fatti verificatisi oggi in Rettorato, durante lo svolgimento del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa riunitosi per approvare la previsione di bilancio per il 2009. L’estrema difficoltà economica in cui versa il nostro Ateneo rende di assoluta importanza le decisioni assunte, decisioni – è bene ricordarlo – che riguardano la gestione di denaro pubblico e il futuro di tutte le persone a vario titolo legate all’Università di Pisa. In una simile situazione sarebbe opportuna e dovuta la massima trasparenza dei processi decisionali e una seria e coerente apertura al dialogo.

Le autorità accademiche hanno invece optato per un Consiglio blindato, e per un bilancio altrettanto blindato. In risposta al sit-in organizzato da studenti e precari, infatti, fin dal primo mattino i lungarni e i palazzi sono stati presidiati da camionette delle forze dell’ordine. Una reazione spropositata e inaccettabile, considerato soprattutto il carattere assolutamente non violento che hanno avuto sinora le manifestazione di protesta nel mondo universitario.

Pisa è diventata così la prima università italiana dall’inizio della mobilitazione dell’Onda a consentire l’intervento della polizia all’interno dell’Ateneo. Ciò ha implicato anche una reazione violenta a danno di studenti che stavano protestando in modo pacifico e legittimo. Un atteggiamento davvero stupefacente per le autorità accademiche che, Rettore in testa, fino a poco fa amavano rappresentarsi come i protagonisti della protesta.

Studenti e precari hanno chiesto sempre al rettore e alle autorità accademiche trasparenza nella gestione dell’Ateneo, dialogo per individuare possibili soluzioni alla crisi dell’Università, momenti di confronto pubblico. Il governo dell’Università di Pisa risponde con una chiusura totale e con il rifiuto di qualunque mediazione, fino al fatto inaudito di richiedere l’intervento repressivo di polizia e carabinieri.

Comunicato del Laboratorio delle disobbedienze Rebeldia

Riteniamo che quanto avvenuto ieri davanti e dentro il Rettorato in occasione della protesta degli studenti contro l’approvazione del bilancio del nostro ateneo sia di una gravità inaudita e costituisca una pesante ferita nella vita democratica della città di Pisa. Primo responsabile di tutto ciò è il Rettore Pasquali, il quale, richiedendo un intervento massiccio delle forze di polizia, non solo ha rifiutato ogni forma di dialogo, ma ha mostrato ancora volta non solo di non voler nessun confronto con chi vive e lavora nell’università, ma anche di non essere in grado di governare l’ateneo senza il supporto delle forze dell’ordine.

Per questo chiediamo le immediate dimissioni del Rettore Pasquali, a causa dei suoi comportamenti lesivi della democrazia universitaria, nonché per una gestione del governo dell’ateneo poggiata sulla richiesta di un intervento continuo delle forze di polizia in qualsiasi occasione si provi a aprire un dibattito costruttivo sul futuro dell’università di Pisa e del sistema universitario.

Al contempo riteniamo gravissima la scelta dei membri del CdA di avallare i comportamenti del Rettore e chiediamo al corpo docente di sfiduciare i loro rappresentanti e di prendere parola contro quanto avvenuto ieri. Il CdA ha potuto approvare il bilancio di ieri solo nascondendosi dietro le forze di polizia e barricandosi nelle stanze: VERGOGNA. Ci chiediamo quale mai possa essere stata la discussione sugli importanti temi che dovevano essere trattati.

Esprimiamo infine la nostra solidarietà e sostegno agli studenti che sono stati malmenati dalle forze di polizia gratuitamente. E’ necessaria che tutta la città prenda parola chiedendo le dimissioni di colui che ad oggi costituisce un pericolo per la democrazia nel nostro ateneo e nella nostra città: Marco Pasquali.

Comunicato di Universita’ 2.0 del 26/11

Gli eventi accaduti ieri in rettorato, gravissimi da tutti i punti di vista, hanno necessariamente bisogno di un chiarimento. Da parte nostra ci sentiamo in dovere di raccontare una versione dei fatti che seppur sia stata inizialmente testimoniata da varie agenzie di stampa, è sparita improvvisamente dalla cronaca, in favore delle versioni dell’ateneo e delle forze dell’ordine, entrambe tese a delegittimare il presidio di studenti contro l’approvazione del bilancio dell’ateneo, riducendolo a un problema di ordine pubblico.

La cosa per noi fondamentale da ottenere ieri era un evento pubblico di confronto, preliminare all’approvazione. Questo evento era stato richiesto e ottenuto nell’ultimo senato accademico, ma l’ateneo non solo non ha mai provveduto alla sua realizzazione, ma è arrivato a militarizzare il rettorato durante la seduta del CDA. Questa reazione di chiusura è dovuta alla difficoltà del rettore di giustificare il suo sostanziale adeguamento alla legge 133 e al decreto Gelmini: se fino a ieri era palese la sua passività nella protesta, il bilancio approvato dimostra l’inchinarsi senza appello al governo e l’abbandono di qualsiasi opposizione, come è chiaro dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento. Il rettore non sarebbe mai stato capace di affrontare un evento pubblico senza essere smascherato, quindi si è trincerato dentro un CDA blindato.

L’interno del rettorato era presidiato da una trentina di agenti in borghese, l’esterno da digos e reparto celere. Gli ingressi sbarrati. La volontà di incutere timore si è trasformata in repressione: il primo fatto grave, che mette in discussione la validità stessa della seduta, è l’espulsione del nostro consigliere d’amministrazione, allontanato poi di forza dalla Digos, che gli ha impedito di partecipare all’ultima parte della riunione e alla votazione finale. L’espulsione è stata chiesta dal rettore quando il consigliere ha cercato di richiamare l’attenzione su ciò che succedeva all’esterno: la celere schierata che minacciava di caricare il presidio. Ma già prima allo stesso consigliere era stato impedito con violenza di uscire dal rettorato per parlare con gli altri studenti. Infine una decina di studenti, entrati da una porta secondaria del rettorato con la volontà di raggiungere la sala del CDA per invalidarne la seduta, sono stati respinti e malmenati riportando contusioni con prognosi di diversi giorni. L’ateneo accusa di “scarso rispetto per le istituzioni” il nostro consigliere d’amministrazione e di violenza il presidio: ma cosa significano le parole “democrazia” e “rispetto” in una situazione resasi tesa per il rifiuto al dialogo da parte del rettore? Di quale violenza veniamo accusati se siamo stati aggrediti verbalmente e fisicamente? Le forze dell’ordine hanno subito provveduto a far refertare in pronto soccorso due agenti e due lavoratori: si vuol far credere che pochi studenti siano riusciti a sopraffare le decine di agenti presenti nell’edificio. La realtà è che gli studenti cercavano di raggiungere la seduta pacificamente, ma inseguiti dalle forze dell’ordine. La gara a chi le ha prese non ci interessa, conosciamo il vincitore guardandoci i lividi. Ma sappiamo come vanno le cose in questi casi: ha ragione chi ha più potere.

Oggi il rettore ha messo in campo tutto il suo potere, la sua paura e la sua incapacità di gestire il confronto. Il bilancio approvato è fatto di tagli indiscriminati a didattica e ricerca, di esternalizzazione dei servizi e precarizzazione dei lavoratori, di investimenti edilizi poco chiari e di un mutuo di 82 milioni la cui estinzione è un problema rimandato ai posteri. A chi chiedeva chiarezza per tutto questo e rivendicava una maggiore partecipazione è stato risposto con la repressione. Noi rilanciamo con la richiesta di invalidare il CDA, visto l’allontanamento illegittimo del nostro rappresentante, e con la richiesta delle dimissioni del rettore. Nel frattempo continueremo con l’opposizione alla destrutturazione dell’università, con un compagno di viaggio in meno: ma meglio soli che male accompagnati…Noi non pagheremo la crisi: né quella del governo, né quella di un rettore incapace a gestire i problemi epocali dell’università.

25 Responses

  1. ammazzatevi

  2. suvvia, che saranno due tavoli addosso e un po’ di musica
    eri abituato da anni alle continue carezze dei copertoni, non mi verrai a dire che per un giorno solo ti son mancati?

    o erano i disegni col gesso? andiamo, come lungarno hai la tua età. qualche altro lungarno ti ha fatto uno spregio?

    a me puoi dirlo.

  3. E dire che pasquali è pure al suo secondo mandato, ma chi lo ha rieletto?

  4. [...] 2008 in politica, università | Tags: Pisa, università Voglio solo segnalare questo evento, come lo raccontano gli studenti pisani. Qui si legge  un comunicato-stampa dei ricercatori precari pisani, le cui richieste sono visibili [...]

  5. il comunicato dell’Assemblea dei dottorandi di Pisa
    Pisa 26.11.2008

    Comunicato Stampa in merito all’approvazione del bilancio dell’Università di Pisa

    L’assemblea dei dottorandi dell’Università di Pisa considera inaccettabile quanto accaduto ieri nel corso dei lavori del Consiglio di Amministrazione dell’Università. Fino ad oggi, tutte le mobilitazioni contro i provvedimenti del Governo in materia di Università e ricerca si sono svolte sempre in un clima pacifico e non violento: ecco perché appare ancor più paradossale la presenza spropositata e massiccia delle forze dell’ordine. A destare maggior preoccupazione è però l’atteggiamento delle autorità accademiche e del Rettore in particolare, il quale, nonostante la sbandierata contrarietà alla legge 133, pare seguire nella gestione dell’Università di Pisa lo stesso metodo con cui il Ministro
    Gelmini ha affrontato la riforma dell’Università, rinunciando a qualsiasi ipotesi di confronto e di dialogo con gli studenti e tentando di trasformare il legittimo dissenso in un problema di ordine pubblico.
    Chiediamo con forza la fine di questo atteggiamento da parte delle autorità accademiche e l’apertura di maggiori spazi di confronto con tutte le componenti dell’Università, rinnovando al Rettore la richiesta di chiarimenti sui molti punti oscuri del bilancio “blindato” approvato ieri dal Consiglio d’Amministrazione.

    L’assemblea dei dottorandi dell’Università di Pisa

  6. il comunicato stampa del PRC

    Rifondazione Comunista con gli studenti di Pisa che hanno presidiato il Rettorato per chiedere al CdA di ridiscutere il bilancio 2009

    La Federazione di Pisa del PRC esprime pieno sostegno agli studenti che ieri, 25 novembre 2008, hanno presidiato per sette ore il Palazzo del Rettorato dove, in mattinata, il Consiglio d’Amministrazione ha votato in condizioni di grave turbamento il bilancio previsionale 2009. Gli studenti non erano venuti semplicemente per «protestare», ma per chiedere al Rettore e al CdA un atto di trasparenza e di responsabilità, evitando di approvare il bilancio senza una vera e approfondita discussione.

    Messo in questione su questo punto cruciale, il Rettore ha abbandonato la retorica della «protesta condivisa», svelando nel metodo e nel merito la propria vicinanza al governo centrale, responsabile della legge 133/2008. Ha così ottenuto che la propria cittadella feudale fosse presidiata all’esterno e all’interno da ingenti forze dell’ordine. Ha spinto il personale dello stesso rettorato a svolgere mansioni poliziesche e di controllo sugli studenti entrati per chiedere la sospensione dei lavori. Ha fatto votare dal CdA una mozione di allontanamento del rappresentante dei Collettivi universitari, che chiedeva l’aggiornamento della seduta. Ha infine fatto approvare in tutta fretta il bilancio.

    Rifondazione Comunista contesta radicalmente questo tentativo di trasformare le rivendicazioni politiche degli studenti in questioni di ordine pubblico. I momenti di tensione all’interno del Rettorato, così come i danni riportati da cose e persone, sono la conseguenza di questa incapacità di gestire il dissenso. Consideriamo molto grave il ricorso del Rettore alle forze di polizia, chiamate fin dentro il CdA. Stante l’assenza forzata del rappresentante dei Collettivi, sospettiamo ci siano gli estremi per ritenere irregolare la votazione finale.

    Alla luce di questi fatti, chiediamo che la discussione politica sui punti oscuri e controversi del bilancio 2009 resti aperta: le tasse universitarie supereranno il tetto del 20% del fondo di finanziamento fissato per legge? Le spese per l’edilizia sono inserite in una pianificazione ragionata o sono speculative? Il rientro dal disavanzo sarà fatto pagare indiscriminatamente ai dipartimenti e alle loro strutture didattiche e di ricerca, nonché al personale precario o esternalizzato? Ammesso che il rapporto tra spese per il personale e fondo ordinario scenda sotto il tetto del 90%, che tipo di programmazione seguiranno le nuove assunzioni?

    Ribadendo il nostro appoggio al movimento e alla sua rivendicazione di trasparenza e democrazia nel governo dell’Università, chiediamo a tutto il mondo universitario e a tutta la cittadinanza di esprimere solidarietà agli studenti. Auspichiamo, in particolare, che il corpo docenti dell’Ateneo prenda una chiara posizione sull’accaduto e richiami il Rettore e il CdA alle proprie responsabilità politiche.

    PISA, 26 novembre 2008

  7. in ML dei dottorandi è passato anche quello del PDCI
    Comunicato Stampa del PdCI sui fatti dell’Università di Pisa

    Il Partito dei Comunisti Italiani esprime la propria solidarietà agli
    studenti ed ai precari dell’Università di Pisa e condanna l’intervento
    della
    polizia all’interno dell’Ateneo consentito dal governo di quella
    Università.
    Questa reazione spropositata è avvenuta in risposta ad una
    mobilitazione
    degli studenti e dei precari che chiedevano la possibilità di
    discutere sul
    bilancio di previsione per il 2009 e quindi sulle proprie condizioni
    di
    studio e di lavoro in un momento nel quale esse sono messe a rischio
    dai
    tagli senza precedenti ai finanziamenti da parte del governo delle
    destre.
    Questa chiusura totale del CdA dell’Università di Pisa nei riguardi
    delle
    richieste del movimento degli studenti e dei precari ha permesso per
    la
    prima volta dall’inizio delle mobilitazioni l’intervento della polizia
    in
    un’università italiana. Il PdCI ribadisce che è necessaria la massima
    unità
    di tutte le componenti del il mondo universitario, docenti, studenti,
    precari e personale tecnico ed amministrativo per difendere
    l’università
    pubblica da un gravissimo attacco che tende a distruggere nel nostro
    Paese
    il diritto al sapere e quindi al futuro.

    V. Francesco Polcaro
    Responsabile Nazionale Università e Ricerca
    Partito dei Comunisti Italiani

  8. Va da sé la nostra solidarietà agli studenti malmenati che presidiavano Palazzo Alla Giornata lo scorso 25 novembre. Aggiungere dell’altro sarebbe oramai ridondante e posticcio. Ci lascia invece di stucco il ricorso alla polizia, che non si è mai vista dentro l’università. Mai. Ed ecco un qualsiasi Pasquali farvi ricorso, in linea con le dichiarazioni di Berlusconi sull’uso della celere negli atenei in agitazione.
    Il Magnifico convoca assemblee d’ateneo promuovendo mobilitazioni compatte ma impedisce la partecipazione al bilancio - per di più un previsionale, non un consuntivo! Il Magnifico vuole godere dell’autonomia universitaria ma vuole anche che a garantirla siano le forze dell’ordine. Il Magnifico non si confronta con gli studenti, no: lui è al di sopra della democrazia e impermeabile alla dialettica. Il Magnifico s’inchina alla Gelmini come l’ennesimo vassallo mentre in casa gioca a fare il signorotto prepotente appoggiato da una cricca di nobilotti che tiene per le palle.
    Questa è l’essenza stessa della baronia, un condensato di disprezzo per “la plebe”, giochi di palazzo e orgogliosa impunità. Un sistema di potere che ricorre a un po’ di fedele gendarmeria per celare allo sguardo pubblico le proprie vergogne economiche e nascondere il marcio morale. Roba da nobiltà francese vecchia di tre secoli. Ma non c’è spazio - né a Pisa né in Italia - per una finta aristocrazia d’Ateneo.
    Che se ne vadano tutti.

    Network Giovani Pisa - http://www.networkgiovanipisa.blogspot.com

  9. Ciao a tutti,
    io solo quello di cui nessuno parla. Sono una delle cause degli scontri tra 100 studenti e 30 poliziotti. Io c’ero e ho visto tutto. 100 studenti che volevano rappresentare tutta la componente studentesca ivi compresa l’ONDA. Ma la dentro ci sono già dei rappresentanti degli studenti democraticamente eletti. Allora perchè sostituirsi a loro? Perchè tentare con la forza di far sospendere una seduta? Non era meglio denunciare pacificamente la chiusura dell’amministrazione del nostro ateneo e cominciare un attacco mediatico contro Pasquali-Primo dei Baroni? Invece adesso per l’opinione puubblica gli studenti sono i cattivi che bloccano la strada per 5 ore, spaccano una vetrata e mandano all’ospedale 2 poliziotti e 2 addetti dell’università. Cosa ha ottenuto in cambio la componente studentesca? Niente. Ottimo lavoro. E per di più è stata danneggiata la vetrata di un palazzo storico i cui costi graveranno sempre più sul bilancio dell’ateneo.
    Che dire? Grazie di tutto cuore per avermi rotto le “vetrate”. Ora so che Uni 2.0, collettivi e tutte le componenti dei centri sociali pseudo-antago-fascisti non potranno mai rappresentare la protesta pisana, ma solo loro stessi e i loro giochetti da sessantottini.

  10. Sinistra Critica Pisa

    COMUNICATO STAMPA

    Il movimento poltico Sinistra Critica esprime la propria solidarietà al movimento studentesco pisano che nella giornata di ieri ha presidiato per 7 ore il Rettorato dell’Ateneo per contestare metodo e merito dell’approvazione del Bilancio preventivo 2009 dell’Università di Pisa. Quello che chiedevano gli studenti non era altro che la possibilità di incidere nel Bilancio d’Ateneo attraverso una democratica partecipazione dal basso, ma l’assurda risposta delle istituzioni universitarie è stata prima di deliberare l’allontanamento di uno studente membro effettivo del CdA, poi addirittura di blindarsi in una stanza diversa da quella originaria, per approvare la manovra in gran segreto ed in tutta fretta, respingendo i manifestanti con l’ausilio delle forze dell’ordine. Un Bilancio, quello approvato, che tra l’altro va ad applicare in tutto la legge 133 del Governo, sia in merito al blocco del turn-over, sia in merito ad una troppo elevata contribuzione studentesca rispetto al Fondo di finanziamento ordinario: tutto questo fa calare la maschera ad una presunta vicinanza delle istituzioni dell’Ateneo pisano rispetto alle spontanee lotte degli studenti delle ultime settimane.
    Riteniamo sbagliato questo modo di concepire la gestione di un servizio pubblico centrale quale l’Università, crediamo infine che bene facciano gli studenti sia a contestare le leggi governative che mirano a dequalificare il mondo accademico, sia ad opporsi alle modalità con cui è stato gestito negli ultimi anni l’Ateneo pisano.

    Sinistra Critica
    Coordinamento provinciale di Pisa

  11. caro vetro rotto,
    non sei stato la causa di un bel niente. Perchè la tua rottura è stata del tutto involontaria. L’intento era far rumore, non romperti. Poi non ci sono stati scontri tra 100 studenti e 30 poliziotti, ma un impedimento manesco da parte di alcune forze dell’ordine ad alcuni studenti.
    Parlando per me stesso, io non voglio rappresentare nessuno. Voglio solo far valere delle sacrosante ragioni e i diritti miei e degli altri (che non sanno di avere e a cui non gliene frega niente…). Perchè penso che i “rappresentanti democraticamente eletti” non lo facciano. Poi un attacco mediatico si può sempre fare; una cosa non esclude l’altra. Ma non credo che i media si prestino alle nostre lotte.
    Se permetti mi sono anche rotto di dover stare sempre nei ranghi dello “stato civile democratico” per essere partecipe e gestore della politica della mia vita (ricordando che libertà=partecipazione), quando chi ha formato i ranghi è del tutto slegato dalle sue regole, libero di prenderci in giro e camminare dove vuole.
    cordiali saluti.

  12. siete una manica di pagliacci!

  13. “Se permetti mi sono anche rotto di dover stare sempre nei ranghi dello “stato civile democratico” ….

    Le stesse parole che usavano negli anni di piombo le brigate rosse.
    Komplimentoni.
    E ti definisci di sinistra, togli la maschera e fai vedere al mondo il tuo vero essere.
    Spero solo che sia il pensiero isolato all’interno del movimento.

  14. [...] Una situazione mai vista negli ultimi anni. fonte: 133.anche.no [...]

  15. RESOCONTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’UNIVERSITA’ DI PISA DI MARTEDI’ 25 Novembre

    Martedì mattina, arrivato davanti al Rettorato, alcuni agenti della Digos mi fanno entrare a Palazzo Vitelli; passando da lì mi dirigo nella sala dei Cherubini.

    Verso le 09:45 ha inizio il Consiglio: dopo pochi minuti arriva il rappresentante dei Collettivi.

    Iniziata la discussione sul bilancio, cominciano a sentirsi colpi al portone principale e alla vetrata alle spalle del Rettore. Dalla porta a vetri si vedono gli agenti della polizia che corrono per bloccare l’invasione.

    Si ha un attimo di calma…..

    Vengono accompagnati dalla Digos, all’interno del Cda, tre studenti di Università 2.0. Fanno il loro intervento. Il Rettore li invita ad uscire per consentire la prosecuzione della discussione, ma i tre studenti chiedono insistentemente di poter restare; la Digos li richiama. Decidono infine di uscire dalla sala, seguiti dallo stesso consigliere dei Collettivi.

    Dopo tre minuti, il delirio.

    Il rappresentante dei collettivi rientra e inizia a parlare. Il Rettore lo invita ad accomodarsi e partecipare alla riunione ed esprimere le sue opinioni. Il consigliere prosegue dicendo anche che il reparto celere stava in quel momento caricando i manifestanti. Sentito questo, chiamo immediatamente gli altri della lista invitandoli a correre immediatamente davanti al Palazzo della Giornata. Le facce dei consiglieri si fanno molto tese. I miei compagni di lista mi richiamano per tranquillizzarmi, poiché fuori dal Palazzo – dal lato del lungarno - la situazione era tranquilla, essendoci soltanto qualche agente della celere. Riprendono, intanto, i colpi alla vetrata, facendosi anche molto forti: ad un certo punto si sente il rumore del vetro rotto. Il Rettore salta dalla sedia; il consigliere dei Collettivi corre alle spalle del Rettore per aprire la tenda che copre la vetrata rotta; la Digos entra nel Cda per bloccare lui e impedire agli altri di entrare.

    Si scatena il panico tra i docenti. Il Rettore chiede al consiglio di votare l’espulsione (o l’allontanamento, non ricordo bene) del rappresentante dei Collettivi: la maggioranza vota a favore; contrari io, Taffetani, Giglioli, la Tognetti e Vivaldi. La seduta è sospesa.

    Usciti dalla sala del Consiglio, si cerca di parlare con il consigliere dei Collettivi, ma lui parla a raffica e nessuno riesce a convincerlo a calmarsi.

    La seduta viene spostata al secondo piano.

    Inizia così una pseudo-discussione sul bilancio.

    Io e la Tognetti diciamo gridando che non ha senso approvare un bilancio in quel modo. La discussione viene velocizzata al massimo ma tutti vogliamo intervenire.

    Ad un certo punto la prorettrice Tongiorgi propone una mozione di voto: approvare il bilancio subito e rinviare la discussione al pomeriggio.

    A quel punto salto dalla sedia e chiedo l’immediato intervento dei revisori dei conti. Chiedo che si pronuncino sulla legalità della proposta. I revisori dicono che il Consiglio può approvare con le modalità che preferisce, ma deontologicamente l’iter proposto dalla protettrice è scorrettissimo. Minaccio il ricorso alla procura della Corte dei Conti. Il Rettore ritira la mozione e si procede.

    Come si procede? Si invita a ridurre al minimo gli interventi, non si danno risposte alle domande fatte… UNA VERGOGNA.

    Il bilancio viene approvato con la contrarietà mia, di Vivaldi, di Giglioli e con l’astensione della Tognetti.

    PENSIERO PERSONALE:

    L’amministrazione ha commesso un errore gravissimo a trincerarsi dietro porte chiuse e poliziotti. Ha sbagliato a non preoccuparsi di far approvare un bilancio in maniera tranquilla, con la serenità necessaria con cui si dovrebbe approvare un bilancio di circa 600mln di euro.

    Poteva farsi bloccare la seduta. Qual era il problema? Perchè approvarlo ieri ad ogni costo?

    Forse il non accettare di essere attaccati, di sentirsi dire che non si è fatto un buon lavoro? Personalmente ritengo che chi ha determinate responsabilità debba accettare prima di tutto di essere criticato.

    Sulla questione dei manifestanti, dico solo questo: non ho visto feriti o aggressioni perchè eravamo chiusi in una stanza, ma a sentire dai rumori che provenivano dall’esterno si intuiva che c’era intenzione da parte dei manifestanti di entrare nella sala.

    Luca D’onofrio ( Sinistra per…)

    Rappresentante degli studenti nel

    consiglio di amministrazione dell’Università di Pisa

  16. > Perchè penso che i “rappresentanti democraticamente eletti” non lo facciano.

    Affascinante. Quindi insomma il rappresentante dei collettivi presidia contro se’ stesso?

  17. >>“Se permetti mi sono anche rotto di dover stare sempre nei ranghi dello “stato >>civile democratico” ….

    >>Le stesse parole che usavano negli anni di piombo le brigate rosse.
    >>Komplimentoni.

    uè uè, piano con le parole!

    se ti è più gradito allora ti dico che semplicemente la mia è “l’indignazione che condanna l’immoralità di una società che detta le leggi e insieme si arroga il diritto di infrangerle” [...] e l’indignazione “si alimenta dalla persuasione che esista una morale più alta”

    e le maschere le lascio ai parlamentari, a certi docenti e al caro Pasquali.

    grazie e arrivederci.

  18. Penso che qualcuno non abbia capito bene cos’è la LIBERTA. Se libertà vuol dire essere liberi di bloccare un consiglio d’amministrazione, impedire agli altri di parlare, liberi di fare quello che ti passa per la testa perchè l’importante è imporre agli altri il proprio pensiero, secondo me avete qualche problema con il significato delle parole.

    Liberi di rispondere.

  19. il fatto è che a mio avviso le libertà ce le stanno limitando di volta in volta. E abbiamo la vista di ciò offuscata dalla libertà di comprare. Sono decenni che rosicchiano le nostre libertà. E’ un procedimento dettato dalla natura di autoconservazione dell’istituzione e dei poteri. Può sembrare un ragionamento ideologico, ma ideologico non vuol dire nè sbagliato nè negativo. Perchè è comunque basato sulla constatazione di fatti storici e giornalieri. Dai piccoli ai grandi fati.
    C’è una privazione di libertà e giustizia. Che non avviene certo tramite grandi, epocali e manifesti eventi, ma in maniera centellinata e curata che porta la maggior parte delle persone all’accettazione di ciò e anche alla volontaria “sottomissione”.
    Una reazione a questo ci deve pur essere se te ne rendi conto!

  20. sidpc…..

    ma davvero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    boia che pipponi esagerati……..
    devi per forza studià filosofia……

  21. d’accordissimo con tutti i commenti di sidpc

  22. caro lungarno, a te possono sembrare pipponi, ma per me è politica.
    e comunque studio cinema, non filosofia.

  23. Ecco perchè hai tutto questo tempo libero per pensare….beato te
    Buona visione…

  24. è anche lo studio che fa pensare.
    oltre, naturalmente, a un minimo di capacità intellettiva……..

  25. Per rispondere a sidpc
    Vorrei proprio capire che cosa è per te la LIBERTA’? o più semplicemente quand’è che ti senti libero?

    Il mondo non cambia perchè c’è uno, un gruppo o un partito che impongono agli altri una idea, un ideologia (perchè è logico che pensino che sia quella giusta), ma cambia se ogni persona LIBERAMENTE arriva a rendersi conto che quella è una posizione migliore per tutti quanti.
    Per me potete fare filosofia come lavorare nella nettezza urbana,le persone che mi interessano sono gli uomini, cioè coloro che si rendono conto di avere una mente per ragionare e non si accontentano di avere una idea bella pronta
    Per cui risondete alla domanda di sopra!

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