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TIRRENO - «I rettori toscani sobillano gli studenti» Pesanti accuse della Gelmini: così vogliono coprire i dissesti finanziari

«I rettori toscani sobillano gli studenti» Pesanti accuse della Gelmini: così vogliono coprire i dissesti finanziari di Carlo Bartoli Maria Stella Gelmini attacca a testa bassa i tre principali atenei toscani. «Ho avviato controlli - ha dichiarato - in alcuni atenei vicini al dissesto finanziario e che sono peraltro quelli dove le occupazioni sono più forti». Insomma, accusa, i rettori toscani guidano la rivolta. La dichiarazione, arrivata durante la conferenza stampa a palazzo Chigi, rappresenta uno schiaffo a Pisa e Firenze, accomunate dalla Gelmini a Siena che si trova in una situazione del tutto diversa, dopo la scoperta di un buco di 145 milioni di euro. I tre rettori, fa capire la Gelmini, hanno sobillato la rivolta per coprire le proprie carenze. «Il tentativo di riversare sul governo la responsabilità di una cattiva gestione che oggi raggiunge il livello di guardia - ha detto il ministro - è smentito dai fatti. Quindi cerchiamo di mettere le carte in tavola, di giocare a carte scoperte».

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Da Pisa, il rettore Marco Pasquali ha preferito non replicare direttamente, ma una precisazione dell’ateneo ricorda che «il bilancio consolidato 2007 è stato chiuso con un sostanziale pareggio di cassa e che si prevede di chiudere in pareggio di cassa anche i bilanci 2008 e 2009». Si tratta di risultati «raggiunti attraverso un percorso virtuoso, basato su una politica di contenimento delle spese e di razionalizzazione dell’uso delle risorse». I tagli previsti dalla Gelmini, «comporteranno però nel 2010 un inevitabile
risultato di disavanzo».

Articolo completo:

http://iltirreno.repubblica.it/dettaglio/«I-rettori-toscani-sobillano-gli-studenti»/1531863?edizione=EdRegionale

Perché non siamo la Pantera.

Il movimento che in queste settimane sta scuotendo l’Università e le scuole di ogni ordine e grado sta affermandosi in tutta Italia. A partire dall’opposizione alle leggi promosse dai ministri Gelmini e Tremonti, sta costruendo un’opposizione sociale che va oltre la protesta antigovernativa e mette in discussione le relazioni sociali e di potere che si sono consolidate negli ultimi vent’anni, dopo il crollo del muro di Berlino.

Per fare un po’ di ordine nel dibattito lancio alcuni spunti di riflessione, cercando di mettere in relazione le nostre azioni col nostro antecedente storico privilegiato, cioè il movimento della Pantera del ’90.

  1. Contesto socio-economico

  2. L’Università

  3. Le lotte dentro e fuori le scuole

Leggi intero

CORRIERE.IT - Gelmini: protesta di pochi

Intervista al ministro: il mio modello è Obama. Nuove proteste nelle scuole

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Molti giovani scendono in piazza, però…
«Gli studenti in Italia sono 9 milioni. Coloro che protestano, alcune migliaia. Le facoltà occupate sono pochissime. E in molte, gli studenti ricacciano indietro gli occupanti. Non immagina quanti messaggi ricevo da studenti stanchi di slogan vecchi e di professori militanti».

Sarà, ma le manifestazioni sono lì da vedere. O no?
«Funziona così: a Firenze occupano una stanza in venti e nei tg si dice che l’università è occupata. Oppure, a Milano, succede che in duecento escano dai centri sociali e vadano a scorrazzare nei cortili della Statale. Visto che nessuno dà loro retta, bloccano la stazione Cadorna. I tg dicono: scontri tra studenti e polizia. Ma di studenti non ce ne erano».

Guardi che è impervio cercar di dimostrare che non ci siano manifestazioni studentesche. Non partecipano persino parecchi giovani di destra?
«No, guardi: i giovani della destra continuano la loro decennale battaglia contro i baroni e i professori ideologizzati, non certo contro il decreto».

Che ne pensa di far intervenire le forze dell’ordine nelle scuole e nelle università?
«Penso che non si porrà il problema, anche perché in tutta Italia mi pare che i ragazzi si rifiutino di occupare. Il 30 ottobre, certo, ci sarà lo sciopero, il solito vecchio rito di chi difende l’indifendibile. Ma dopo, credo che si potrà riprendere a confrontarsi con le riforme. Ovviamente, con chi fa proposte».
Sulle classi ponte per gli immigrati restano margini di ambiguità. Che cosa saranno?
«L’ambiguità è di chi ha tentato come al solito di buttarla sul razzismo. Qualunque genitore che ha un figlio alle elementari conosce il problema rappresentato da chi in classe non sa l’italiano. Un problema didattico, che come tale va risolto: non faremo classi separate, le classi ponte saranno corsi magari pomeridiani di italiano per consentire a chi non lo è di imparare la lingua il più rapidamente possibile».

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Articolo completo:

http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_27/scuola_gelmini_intervista_2c9d1c82-a3f1-11dd-b65a-00144f02aabc.shtml

SEMINARIO SULLE CULTURE MIGRANTI

CONOSCENZA, CONFRONTO, CONDIVISIONE, PARTECIPAZIONE

Seminario sulle culture migranti

Il Tavolo Migranti e Cittadinanza consiste in un gruppo di studenti formatosi spontaneamente durante l’occupazione del Polo Carmignani; come gli altri tavoli di lavoro, oltre a manifestare contro la legge 133 lavora e collabora per proporre una nuova linea a livello della formazione per fare emergere numerosi spunti al fine di lanciare una concezione diversa di istruzione rispetto a quella attuale.

Il nostro percorso è incentrato sulla volontà di coinvolgere e conoscere quante più culture fra quelle che compongono questa nostra società, sempre più numerosa e variegata.

Approcciarsi a tali culture è considerato un passo spontaneo, conseguente al grado di maturità raggiunto dall’Università, forza attiva e critica all’interno di una società civile.

Lanciamo quindi la nostra critica partendo dalle esperienze formative che sono maturate dentro l’Università e sul territorio, nel tentativo di comprendere attraverso un approccio multiculturale una condizione di esistenza che sta assumendo sempre più centralità nella società di oggi.

Abbiamo avviato un progetto di studio per conoscere i percorsi di vita e culturali dei popoli migranti. Esiste una vasta letteratura in materia, che raramente viene riconosciuta per la sua importanza dai programmi accademici ufficiali.

Martedì 28 ottobre 2008

AULA 2 POLO CARMIGNANI OCCUPATO

ORE 19.00

Le molte lingue dell’altra. Voce di donne migranti.

Interverranno:

Prof. Paola Bora (Docente di Scienze per la Pace)

Simona Mussini (dell’associazione “Casa della Donna” di Pisa)

Silvia Leon (dell’associazione ADMI di Pisa)

ORE 22.30

Proiezione di PERSEPOLIS

Regia di Marjane Satrapi, 95 min. animazione

Non c’è futuro senza cultura Non c’è cultura senza comunità

Polo Carmignani Occupato

SEMINARI SOCIETA’ DELLO SPETTACOLO