Archive for the ‘Documenti’ Category

[Na] Corteo notturno 12/13 Novembre

Ieri notte, mercoledì 12 Novembre, (alle ore 00:30) nell’ambito dell’iniziativa ” cchiù black ra’ midnight” (la notte bianca delle università partenopee), da piazza San Domenico è partito un corteo notturno spontaneo di un migliaio di studenti, che attraversando la città hanno gridato ancora una volta “noi la crisi non la paghiamo” e “tutti a roma con il treno”.
Il corteo si è poi fermato per qualche minuto sotto la sede della questura centrale, per ribadire la volontà di raggiungere la manifestazione nazionale del 14 a Roma, tutti insieme, con treni speciali.
La folla si è poi riversata a palazzo Gravina dove si è tenuta la festa di chiusura della giornata di autofinanziamento per sostenere i costi della mobilitazione.

Alcune foto sono disponibili qui.

L’Onda prepara la Grande Mareggiata

L’ONDA PREPARA LA GRANDE MAREGGIATA!
Appello della Sapienza Occupata per l’Autoriforma dell’Università
in vista dell’assemblea nazionale dell’Onda del 15 e 16 novembre.

Abbiamo attraversato settimane di intensa mobilitazione, che hanno visto la partecipazione di migliaia di studenti e precari di tutte le università, nelle occupazioni, nelle manifestazioni spontanee, nei blocchi dei nessi produttivi nelle città. La parola d’ordine, che ha viaggiato con la rapidità della propagazione delle onde, «Noi la crisi non la paghiamo!», è l’espressione di un’intelligenza collettiva che si forma nelle lotte ed esprime completa il rifiuto a pagare i costi della crisi globale. Da più di un mese assistiamo al crollo sistematico delle borse mondiali, preludio alla vera crisi, quella dell’economia reale.Chi è sopravvissuto fino ad oggi indebitandosi con le banche sarà esposto al rischio di perdere da un lato la capacità d’acquisto e dall’altro la fonte principale di finanziamento dell’apparato produttivo e industriale. In Italia la risposta del governo è chiara: racimolare soldi tagliando indiscriminatamente la spesa pubblica per sostenere il sistema bancario.

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[Pi] L’onda che spazzera’ via Berlusconi

Tra la notizia di una gaffe di Berlusconi e l’ultimo aggiornamento sulla prima volta di Paris Hilton, potreste aver sentito parlare delle proteste degli studenti, dei ricercatori e dei precari italiani.

Magari avete pensato che siano le solite mobilitazioni di ottobre, e che presto la situazione tornerà alla normalità. Ma l’onda, come è stato chiamato questo movimento, è qualcosa che la nostra generazione non aveva mai conosciuto. Sia per la forza con la quale ha spazzato via tutti gli argini con i quali, di volta in volta, istituzioni, partiti e sindacati hanno cercato di farla confluire nel proprio alveo, sia per la quantità di persone che le ha dato vita.

Questo movimento è nato spontaneamente, dal basso, come reazione ad una legge, la 133 del 2008, con la quale il nostro Governo sta cercando di smantellare l’Università pubblica italiana, e l’istruzione tutta.

Si tratta di un provvedimento autoritario, perché non è stato introdotto seguendo il normale iter delle leggi, ma ricorrendo ad uno strumento, il decreto, che la nostra Costituzione attribuisce al Governo per legiferare in situazioni di urgenza e necessità.

Non si tratta di una riforma dell’Università, della quale ci sarebbe bisogno, ma di un provvedimento di natura finanziaria, con il quale si tagliano 1441,5 milioni di euro ai finanziamenti pubblici per l’Università e la Ricerca. Si introduce inoltre un blocco delle assunzioni di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, prevedendo che ogni 5 cessazioni contrattuali gli Atenei possano procedere ad una sola assunzione. La conseguenza di queste misure sarà la morte della ricerca negli Atenei pubblici, e il peggioramento complessivo di tutta l’offerta didattica, con la chiusura di molti corsi di laurea.

Inoltre, si prevede la possibilità, per gli Atenei pubblici, di trasformarsi in fondazioni private. Essi, in realtà, saranno costretti a farlo per far fronte ai tagli. Mentre le Università pubbliche sono soggette ad un vincolo sulla possibilità di imporre tasse agli studenti (la contribuzione studentesca non deve eccedere il 20% dei finanziamenti pubblici ricevuti dall’Ateneo), le fondazioni potranno alzarle a piacimento, e con esse compenseranno le minori risorse erogate dallo Stato.

Prevediamo che nel giro di pochi anni le nostre tasse, che attualmente si aggirano attorno ai 1500 euro l’anno, raggiungeranno picchi di 10000 euro, e questo porrà fine al modello dell’Università per tutti, conquistato con le dure lotte degli anni ’60 e ’70. Inoltre, i soggetti privati che finanzieranno le fondazioni, avranno il potere di indirizzare la ricerca e la didattica universitarie, e questo metterà in pericolo le libertà di ricerca e insegnamento, sancite dalla nostra Costituzione.

L’Università pubblica e aperta è l’unico fattore che può garantire la mobilità sociale, la Ricerca l’unico motore di uno sviluppo veramente virtuoso.

L’Università siamo noi, e non permetteremo a nessuno di liquidarci come una voce di spesa improduttiva. Vogliamo invece farci protagonisti di un’autentica riforma, condivisa e dal basso, che permetta all’Università di assolvere fino in fondo ai suoi compiti.

Per questo non ci piegheremo di fronte alle minacce di un Governo che ci affronta come un problema di ordine pubblico. Continueremo a occupare le facoltà, a bloccare i treni e ad invadere le strade e le piazze delle nostre città, finché la nostra onda non li spazzerà via.

Per ogni informazione sul movimento studentesco italiano e per scaricare il miglior dossier sulla situazione (nella tua lingua) visita il sito:

http://133.anche.no

movimento studentesco

[Pi] Documento Tavolo Autoformazione

Pisa, dagli studenti

Questo documento vuole essere un primo contributo per sviluppare un progetto complessivo di Autoriforma e nasce dalla convinzione che ogni mobilitazione senza un progetto politico sia destinata a morire, così come un serio progetto deve trovare la sua genesi in forme concrete di azione politica.

L’esperienza del Polo Carmignani Occupato nasce dalla necessità degli studenti di creare uno spazio che accolga e sviluppi le istanze espresse nell’assemblea dell’8 ottobre 2008 in Piazza dei Cavalieri, quando in migliaia si sono riuniti per dar vita alla mobilitazione contro la legge 133 e per rivendicare il diritto a un sapere libero. All’interno di questo spazio si è costituito un tavolo di lavoro sull’autoformazione, attraversato da studenti provenienti da diversi ambiti di studio, il quale, partendo dall’analisi dell’ennesimo attacco al sistema di istruzione pubblica, mira a sintetizzare necessità e rivendicazioni degli studenti per proporre una nuova didattica e una gestione del sapere nel mondo della formazione.

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[Pi] Noi la crisi non la paghiamo

Per risparmiare 7,8 miliardi di euro il Governo Berlusconi si appresta a licenziare 87mila maestre e 43mila Ata e a distruggere la scuola elementare italiana (che attualmente secondo le stime OCSE è la seconda in Europa e la settima del mondo per preparazione degli alunni e la PRIMA in assoluto per il gradimento da parte dei genitori). Per risparmiare 5 miliardi di euro le Università si apprestano a diventare Fondazioni e gli studi universitari saranno sempre pi๠riservati ai ricchi. Contemporaneamente, lo stesso Governo Berlusconi REGALA 10 miliardi di euro alle “imprese” e 20 miliardi di euro alle banche per affrontare la cosiddetta crisi.

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